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Prime Esperienze

Il conforto di un'amica


di Follemente_Noi
21.07.2025    |    4.668    |    2 8.7
"” In quel momento aprirono la porta con Claudio che era ancora nell'altra stanza..."
Alessandro si sentiva giù di morale. La recente circoncisione lo aveva lasciato con un dolore persistente, e il pensiero
di aver deluso la sua ragazza lo tormentava. Aveva bisogno di staccare, di rilassarsi, così aveva deciso di passare
un weekend al mare con i suoi amici di lunga data, Manuela e Claudio. La casa al mare era il luogo perfetto per
dimenticare i problemi e ritrovare un po’ di serenità.
Il sole splendeva alto nel cielo, e il rumore delle onde che si infrangevano sulla spiaggia creava una melodia
rilassante. Alessandro, con i capelli neri spettinati dal vento, si sedette sul divano del soggiorno, mentre Manuela, preparava il caffè in cucina. Claudio, era sotto la doccia. “Come stai davvero?” chiese Manuela, posando la tazza di caffè davanti ad Alessandro. Alessandro sospirò, giocandosi nervosamente con il bordo della tazza. “Non molto bene, Manu. Questa circoncisione mi sta facendo impazzire. Non solo fa ancora male, ma ho fatto una figura di merda con la mia
ragazza. Non riesco a… insomma, non è stato come al solito.”
Manuela si sedette accanto a lui, posando una mano sulla sua spalla. “Mi dispiace, Alessandro . So quanto ci tieni a
lei, ma queste cose capitano, dai. Non è la fine del mondo.”
Lui scosse la testa, un’espressione di frustrazione sul volto. “Lo so, ma mi sento un fallito. E poi, non so quando
tornerà tutto come prima. Ho paura di non essere più… all’altezza.”
Manuela sorrise, maliziosa. “Se vuoi, posso darti una mano a testare la situazione. Claudio non si offenderebbe,
siamo amici da una vita.”
Alessandro la guardò, sorpreso. “Cosa intendi?
Lei si alzò, avvicinandosi a lui. “Intendo che potresti mostrarmi il problema. Magari
posso aiutarti a capire se… funziona ancora.”
Claudio nel frattempo uscito dalla doccia li raggiunse. “Tutto bene qui?” chiese, notando l’atmosfera carica tra i due.
“Tutto bene,” rispose Manuela, lanciando un’occhiata ad Alessandro. “Stavo solo proponendo ad Alessandro di farsi
un controllo. Sai, dopo la sua circoncisione.”
Claudio rise,“Beh, se è per questo, non ho nulla in contrario. Siamo amici, no? E poi, Manuela è un’esperta in queste cose.” Alessandro esitò, il cuore che batteva forte. “Non so, ragazzi. Non voglio mettervi in imbarazzo.”
“Nessun imbarazzo,” disse Manuela, prendendolo per mano. “Vieni, andiamo in camera. Claudio, puoi lasciarci
soli per un po’?”
Claudio annuì, alzandosi. “Certo, sono nella stanza affianco. Chiamatemi se avete bisogno di… assistenza.”
Alessandro seguì Manuela in camera, si sentiva nervoso, ma anche eccitato da
quella situazione inaspettata. Manuela chiuse la porta dietro di loro e si voltò verso di lui, gli occhi pieni di
malizia.
“Allora, vuoi farmi vedere di cosa si tratta?” chiese, la voce bassa e seducente.
Alessandro deglutì, annuendo lentamente. Si slacciò i pantaloni e li abbassò, rivelando il suo pene ancora
leggermente gonfio a causa della circoncisione. Manuela si avvicinò, osservando con attenzione la ferita.
“Non sembra così male,” commentò, toccando delicatamente la pelle con la punta delle dita. “Ma capisco
perché ti fa male.
“Ma comunque vedo che funziona, la reazione c’è,” sussurrò Manuela con un tono malizioso, lasciando lentamente il cazzo di Alessandro . Si voltò con calma e si diresse verso la maniglia aprendo appena la porta.
Alessandro la fissò, spiazzato. “Abbiamo già finito?” disse con voce carica di desiderio.
“Dovevo solo controllare,” rispose lei, quasi divertita.
“Vabbè ci troviamo,” con voce carica di fame.
Manuela posò la mano dalla maniglia. “Allora la chiudo?”
Un attimo di silenzio teso.
“Sei sicura tu?” chiese Alessandro , con un filo di speranza.
Lei si girò con lo sguardo intenso e sensuale rispose "sei sicuro tu!”
Alessandro e Manuela si sedettero sul letto, vicini.
Mentre lui era teso ma visibilmente eccitato, Manuela lo fissò per un attimo, poi senza dire una parola abbassò lo sguardo e infilò la mano nei pantaloni, afferrando il suo cazzo duro e inizió a muoverla su e giù, lentamente, tenendo il ritmo con naturalezza. Lui si abbandonò completamente, il cazzo duro e pulsante stretto tra le dita di Manuela, che lo dominava senza alcuna esitazione. Lei amava il controllo, sapeva esattamente come farlo tremare.
“Vedi come sei delicata tu?” disse Alessandro, con lo sguardo fisso sulla sua mano.
Poi, senza pensarci, si lanciarono in un bacio spontaneo, come se fosse la cosa più naturale in quel momento.
“È imbarazzante,” mormorò lui subito dopo.
“Non ci pensare. Rilassati,” rispose lei tranquilla.
Lui la stese sul letto e iniziò a toccarla con voracità, assaporando ogni curva del suo corpo, soffermandosi sul suo sedere sodo e rotondo. Le mani gli scivolarono sui fianchi, stringendola con dolcezza, poi risalirono lungo la schiena fino a prendere con fermezza le sue tette, stringendo i capezzoli mentre accarezzavano la sua pelle liscia e calda.
Poi affondarono con prepotenza nel suo sedere, stringendolo e palpandolo più volte, prima di dargli uno schiaffo deciso, carico di desiderio e controllo.
Preso dall’eccitazione, a un certo punto lui si mise sopra di lei, pronto a penetrarla. Ma Manuela lo fermò “Fermati… non abbiamo preservativi. E con come stai adesso, sarebbe un casino.”
Allora Alessandro si spostò verso il basso, le sue mani scivolarono lungo le sue gambe, per poi posarsi con decisione tra le sue cosce. Con delicatezza, inserì un dito nella sua vagina, sentendola già umida.
"Metti più dita e spingi più dentro", sussurrò, la sua voce rotta dal piacere lei
Alessandro sorrise e dopo aver messo disse "Hai una caverna", con voce carica di meraviglia, mentre inseriva un altro dito, esplorando la sua profondità.
Alessandro, desideroso di darle ancora più piacere, scese con la testa tra le sue gambe. La sua lingua si posò sul clitoride, iniziando a leccarlo e succhiarlo con lentezza, mentre con un dito cominciava a stimolare il suo ano.
Dopo un po' che Manuela si godeva la sua leccata, con un gesto improvviso, lo respinse alzandosi. “Devo fare io,” disse con voce ferma. “Sono io che devo farti il controllo.”
Ma lui, deciso, la prese e la spinse con le spalle contro il mobile. Le sfilò il costume e iniziò a masturbarla senza tregua, le dita che si muovevano rapide e decise tra le sue labbra bagnate. Il caldo cominciò a divampare nella stanza, i respiri sempre più pesanti. Lei allora si fermò un attimo, lo guardò dritto negli occhi. “Ora ci penso io,” disse, con tono fermo e deciso.
Si mise in ginocchio davanti a lui, afferrando il suo cazzo con la bocca che si apriva per accoglierlo. Iniziò a succhiarlo con lentezza, la lingua che lo accarezzava, il respiro caldo che lo avvolgeva.
Manuela, con abilità, cominciò a muoversi su e giù, la bocca che lo avvolgeva completamente, lo sguardo fisso negli occhi di Andrea, carico di una malizia che lo fidava. Era esperta. Sapeva come usare, come muovere la lingua e le labbra per fargli provare piacere.
Lo guardava mentre lo faceva, cercando nei suoi occhi la sua reazione. Ma lui, senza distogliere lo sguardo, le afferrò le mani bloccandole con decisione, impedendole di muoversi. Voleva che continuasse solo con la bocca, senza distrazioni, senza vie di fuga. E lei, costretta in quella posizione, non poteva fare altro che arrendersi al piacere e alla sottomissione. Una sottomissione che non le pesava affatto, anzi, la accendeva.
Continuava a muovere la bocca sul suo cazzo, succhiandolo in modo incredibile, dimostrando di saperci fare anche senza usare le mani, toccando punti che raramente qualcuno riusciva a stimolare. Alessandro si sentì perdere il controllo, e con lui non era facile.
Con un grido soffocato, raggiunse in poco tempo l’orgasmo. Lo sperma gli esplose in completamente in bocca. Manuela, con naturalezza, ingoiò tutto, senza far cadere neanche una goccia, continuando a guardarlo dritto negli occhi.
Ma non si fermò lì. Dopo l'orgasmo, da vera porca prese la lingua e lo ripulì con cura, leccando via ogni traccia del suo liquido bianco.
“Funziona ancora,” disse, guardandolo. “Non preoccuparti, Alessandro . Sei ancora all’altezza.”
Lui sorrise, sentendosi finalmente più leggero. “Grazie, Manu. Non so come ringraziarti.”
“Non c’è bisogno di ringraziarmi. Siamo amici, no? E poi… è stato divertente.”
In quel momento aprirono la porta con Claudio che era ancora nell'altra stanza.
“Tutto bene? ” disse incuriosita.
“Tutto bene,” rispose Manuela, mentre uscirono dalla camera, i volti arrossati e i cuori che battevano forte. Claudio li guardò,
“Spero sia andata tutto bene. ”
“Assolutamente si ,” rispose Manuela, ridendo. “Ha superato il test. Anche se non è finita qui, ma per ora va bene così! ”
Alessandro si sentiva rinascere, il peso della sua
preoccupazione finalmente alleggerito mentre si annusava ancora le dita. Grazie a Manuela, aveva scoperto che la sua circoncisione non lo aveva
reso meno uomo.
Ma per ora, si godeva la compagnia dei suoi amici, il rumore del mare in sottofondo, e il ricordo di un momento
di passione che avrebbe custodito per sempre.
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